Dopo tre anni di attesa passati a maturare tra vasche in cemento e barriques per questi vini è arrivato il momento dell’incontro con la bottiglia. In questa fase il vino si è ormai decantato ma deve essere filtrato per garantirne una lunga e ottimale evoluzione.
L’imbottigliamento è una pratica apparentemente molto semplice ma che richiede in realtà apparecchiature studiate nei minimi dettagli e piuttosto complesse.
E’ estremamente importante evitare il contatto del vino con l’aria in un’operazione che invece lo espone molto, per questo la bottiglia, viene saturata con azoto e poi riempita: in questo modo si evita che il vino si arricchisca di ossigeno.
Durante la fase di tappatura, nel collo della bottiglia verrà fatto il vuoto e solo dopo inserito il tappo in maniera che nel cosiddetto spazio di testa non sia rimasta aria. Tutte queste accortezze sono necessarie al fine di conservare integralmente il colore, l’aroma e il gusto del vino, che possono essere compromessi da brusche ossidazioni.
Le bottiglie vengono infine disposte orizzontali su appositi supporti e mantenute a temperatura e umidità controllate e al riparo dalla luce: in questo ambiente ideale il vino riposa almeno dodici mesi prima dell’atteso incontro con il consumatore.